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Il Teatro del Vero© nasce da una necessità: dare verità alla scena.

Non è verosimiglianza, non è imitazione, ma verità dell’accadere.

In scena accadono cose reali, e sono vere perchè stanno avvenendo davVERO, qui e ora, davanti allo sguardo dello spettatore.

La bellezza del teatro non sta nella forma, ma nell’evento: qualcosa che accade mentre qualcuno guarda.

 

Non si recita

La parola recitare deriva dal latino recitāre: citare due volte.

Il Teatro del Vero© parte da un rifiuto di questo principio. In scena non si cita, non si ripete qualcosa che è già accaduto altrove. Ogni azione, ogni parola, ogni relazione viene vissuta come se fosse la prima volta. Ogni volta due personaggi si incontrano per la prima volta. Ogni volta si innamorano per la prima volta. Ogni volta perdono, scelgono, falliscono per la prima volta.

 

La scena non è memoria. È presente.

 

L’attore, nel Teatro del Vero©, non ha il compito solo di “interpretare un personaggio”. Ha soprattutto una responsabilità più profonda: dare vita.

Dare vita significa: assumere l’azione, abitare il corpo, vivere il processo creativo e non fuggire dalla scena. L’attore non mostra un’emozione, la vive, la attraversa.

 

Il fine ultimo del teatro, fin dalle sue origini, non è solo l’intrattenimento, ma la catarsi. Che sia uno spettacolo comico o drammatico.

Nell’antica Grecia, la catarsi era l’effetto reale prodotto sullo spettatore: un’esperienza condivisa, fisica, collettiva. Letteralmente: una purificazione per immedesimazione.

 

Oggi sappiamo che questo non è solo un principio filosofico.

Le ricerche sui neuroni specchio, a partire dagli studi di Giacomo Rizzolatti, dimostrano che osservare un’azione attiva nel corpo dello spettatore gli stessi processi di chi la compie.

Quando guardiamo qualcosa accadere davvero a qualcun altro, il nostro corpo reagisce come se stesse accadendo a noi. La catarsi non è simbolica, è corporea.

 

Il Teatro del Vero© chiede all’attore di essere, di essere vero.

Quando l’attore è davvero lì, quando l’azione non è citata ma vissuta, quando il corpo non fugge, il teatro accade.

È in quell’accadere che pubblico e attore si incontrano, si conoscono, vivono insieme per un periodo e condividono emozioni silenziose ma prorompenti.

Clicca sui titoli e leggi gli articoli correlati da "Diario di scena", blog di Mariagabriella Chinè

 

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