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La meraviglia dell'artista attraverso le parole di Papa Giovanni Paolo II




Ogni volta che mi trovo a leggere le parole di San Giovanni Paolo II nella sua "Lettera agli artisti" non riesco a non provare un'indicibile gioia.

Questa lettera possiede all'interno parole per me importantissime: stupore, bellezza, mani, ispirazioni creative, fremito, entusiasmo, ammirazione.

Lo stupore e la meraviglia sono la forza motrice di tutto. Mi meraviglio ogni giorno per tante cose: uno sguardo, un incontro, uno scontro, una parola. E non è la meraviglia degli stolti o di quelli che non si aspettano nulla, ma la meraviglia di chi si impegna a trovare la bellezza in tutto. Ed ecco la seconda parola importante: la bellezza. La bellezza va coltivata, creata, ma anche cercata! Aprendoci agli altri possiamo imparare ad apprezzare la bellezza delle loro imperfezioni e stupirci di come tanta diversità nel mondo possa davvero essere una ricchezza enorme.

Le mani. Quando non so cosa fare costruisco qualcosa. Scrivo, faccio un dolce, un disegno, coloro, creo oggetti artigianali. Uso le mani. Nelle mani è custodito un pezzo di cuore. E l'ho capito quando ho sentito un calore speciale in alcune mani. Le mani fanno uscire le nostre emozioni, le trasformano in creazioni e in gesti. Quando non sapete cosa fare, quando non sapete che decisione prendere, create qualcosa! Anche una pallina di carta, ma metteteci impegno. Vi ritroverete!

Ispirazioni creative, che siano sempre accolte! Quella tra l'artista e l'ispirazione creativa è una storia d'amore, un colpo di fulmine.

Poter sentire quel fremito, quell'emozione ogni volta che sto per dare vita ad uno spettacolo, è davvero un dono. E' qualcosa che auguro a tutti. Un misto di soddisfazione, paura, gioia, amore.

Le ultime due parole, entusiasmo ed ammirazione sono meravigliose. L'entusiasmo, quella voglia di fare, di creare, di vedere, di conoscere, di ascoltare, quel sentirsi vivi e forti!

Ammirazione. Ammirare chi fa, chi ci prova, chi non ci riesce e ci riprova. Ammirare, rispecchiarci in chi ci piace, ci fa decidere quale versione di noi stessi vogliamo essere.

Leggendo le parole del Papa capisco che davvero l'arte è qualcosa di "oltre" e di "altro". Qualcosa che ci porta in altri luoghi, in altri momenti, qualcosa che può farci addirittura avvicinare a Dio, farci percepire la sua forza creatrice, il suo amore per l'uomo e il creato.

"La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell'essere umano, di fronte alle meraviglie dell'universo, l'unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore."

Ecco la bellezza dell'artista. La possibilità di fare del bene, di essere un dono per gli altri attraverso il proprio lavoro e la voglia di essere la migliore versione di sé.

Perché per essere bravi artisti, bisogna essere brave persone. Ne sono convinta. Tutto il resto è solo una bella esibizione.


Vi invito a leggere, rileggere ed ammirare le bellissime parole del Papa!


ESTRATTO DA "LETTERA DI SAN GIOVANNI PAOLO II AGLI ARTISTI"

Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all'alba della creazione, guardò all'opera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato l'opera del vostro estro, avvertendovi quasi l'eco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi.

Cari artisti, voi ben lo sapete, molti sono gli stimoli, interiori ed esteriori, che possono ispirare il vostro talento. Ogni autentica ispirazione, tuttavia, racchiude in sé qualche fremito di quel «soffio» con cui lo Spirito creatore pervadeva sin dall'inizio l'opera della creazione. Presiedendo alle misteriose leggi che governano l'universo, il divino soffio dello Spirito creatore s'incontra con il genio dell'uomo e ne stimola la capacità creativa.

Lo raggiunge con una sorta di illuminazione interiore, che unisce insieme l'indicazione del bene e del bello, e risveglia in lui le energie della mente e del cuore rendendolo atto a concepire l'idea e a darle forma nell'opera d'arte. Si parla allora giustamente, se pure analogicamente, di «momenti di grazia», perché l'essere umano ha la possibilità di fare una qualche esperienza dell'Assoluto che lo trascende.

Sulla soglia ormai del terzo millennio, auguro a tutti voi, artisti carissimi, di essere raggiunti da queste ispirazioni creative con intensità particolare. La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore! Di fronte alla sacralità della vita e dell'essere umano, di fronte alle meraviglie dell'universo, l'unico atteggiamento adeguato è quello dello stupore.

Da qui, dallo stupore, potrà scaturire quell'entusiasmo di cui parla Norwid nella poesia a cui mi riferivo all'inizio. Di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano all'orizzonte. Grazie ad esso l'umanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino. In questo senso è stato detto con profonda intuizione che «la bellezza salverà il mondo».

I vostri molteplici sentieri, artisti del mondo, possano condurre tutti a quell'Oceano infinito di bellezza dove lo stupore si fa ammirazione, ebbrezza, indicibile gioia.


©Copyright Mariagabriella Chinè

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