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Go deo. Per sempre


Ciao, disse di nuovo. Chi sei? Il suono delle parole non mi era nuovo, ma la melodia era completamente diversa. L’uomo dalle scarpe bianche mi sorrideva ancora, anzi si era sporto in avanti con i gomiti sulle ginocchia. Non sentiva la puzza, non aveva paura delle mie corna, era così vicino che avrebbe potuto toccarmi. Feci di nuovo per andarmene, ricominciando a masticare qualcosa che non avevo in bocca. Torna qui, dove vai? Non ho paura. Ecco, quello era il momento in cui sarei dovuta scappare via, senza pensarci due volte. Avrei potuto farlo, e oggi non sarei qui a raccontare tutto quello che avvenne dopo. Avrei potuto. Ma l’uomo non sorrideva più e i suoi occhi verdi traboccavano di malinconia. Non potevo lasciarlo lì, per quanto fosse incosciente e bagnato, su quella panchina rossa, dovevo rimanere con lui. E fu così che tutto ebbe inizio.

Vi è mai capitato di voler scappare per perdere la cognizione del tempo, dello spazio, della monotonia, della quotidianità, delle domande fastidiose, delle risposte obbligate? Scappare per perdere la cognizione di se stessi. Ecco da dove parte Go Deo. Per sempre, da una fuga.

Quando ho letto questo libro per la prima volta l'ho finito in una sola giornata, quando l'ho letto per la seconda volta, in due serate. E' così. Un romanzo che con una prepotente delicatezza si insinua nelle tue ore e l'unica cosa che vorresti fare mentre leggi è, semplicemente, leggere.

L'uomo dalle scarpe bianche scappa e si rifugia in Irlanda, un'isola di pioggia e vento, ma anche di paesaggi e odori che sembrano usciti da una fiaba.

La tua isola mi piace, Fiounnala, la mattina sa di zenzero e bacche rosse infuse dentro il mio tè bollente, la sera di torba e pelle bagnata di animali. (...) La tua isola è grande quanto un condominio di una città, della mia città e di qualsiasi città dove per dire ciao dovete essere parenti almeno di secondo grado o devi averci fatto un happy hour insieme. E' da lì, amica mia, che sono fuggito fin qui. Cosa ho visto sulla tua isola? Ho visto un uomo che costruiva un altalena per il figlio, un pescatore con gli stivali fino al ginocchio che svuotava la sua barca dall'acqua usando una tazza da tè, un vecchio con la barba di zucchero filato che lucidava un violino sgangherato, una donna con suo cane raccogliere conchiglie sulla spiaggia.

Nel verde dei prati irlandesi, sopra il blu dell'oceano, su una panchina rossa, l'uomo incontra Fiounnala, una pecora black face, che lo segue nel suo viaggio iniziatico alla scoperta della felicità. Ecco il motore del libro: la felicità. Che cos'è la felicità? La felicità è fatta di presenze e mancanze. Di partenze e di bisogni.

E allora è tutto qui. Come è tutto qui? Le carezze: quelle mi mancano. Accarezzare o essere accarezzato? Non ci pensò due volte: Accarezzare.

Cosa cerchi quando scappi? Da cosa scappi? Quanto davvero vuoi scappare e quanto invece vuoi essere trovato?


Se scompari senza rumore, non sei neanche esistito.

Ecco un altro grande messaggio di Go Deo. Per sempre: esistere e vivere. L'io narrante del libro è una pecora, Fiounnala, decisamente "donna" nei pensieri, nel carattere, nel volere a tutti i costi salvare un uomo in preda alla perdizione.

Come tutti i grandi incontri della vita, non è mai a senso unico. Quando si dona, automaticamente si riceve. Fiounnala, grazie all'uomo dalle scarpe bianche, comprende la differenza tra pensare e parlare, tra istinto e coraggio, tra esistere semplicemente e vivere realmente.



Regalami i tuoi ricordi! Dissi. Non posso regalarti i miei ricordi! Hai detto che fanno male. Allora dammi la possibilità di avere anche io dei ricordi che non siano istinto. Non mastico sassi e non mordo il padrone perché ho imparato a non farlo, ma non so quando l'ho imparato. Tu vuoi liberarti dei ricordi, io voglio imparare ad averne. Cosa vorresti ricordare, Fiounnala? Ci pensai, lasciai passare il tempo di un tuono in lontananza, poi presi coraggio e risposi: Voglio ricordare te.

Un libro di maieutica filosofica, amore poetico e delicata malinconia.

Tutti possiamo ritrovarci tanto nell'uomo dalle scarpe bianche, quanto nella pecora.

La tecnica usata dall'autore è decisamente originale ed avvolgente. La voluta e ricorrente assenza di punteggiatura lascia spazio alle nostre emozioni, non ci vincola ad un unico pensiero, ma permette alla nostra fantasia di creare la voce, l'intenzione e il pensiero del personaggio. La voce di Fiounnala si alterna a quella dell'uomo dalle scarpe bianche senza mai creare una distinzione netta tra i due, anzi dando vita ad una comunione estrema tra i due pensieri.

Due sono i canali emotivi del libro: le emozioni che proviamo nei confronti dei personaggi e le emozioni che proviamo dentro di noi, in relazione alla nostra vita.

Nel libro si parla di libertà, e grazie alle parole dell'autore questo libro è davvero un'esperienza di libertà. Una possibilità che ci doniamo per uscire dalla nostra quotidianità, ma entrando paradossalmente dentro noi stessi e tirando fuori tutto ciò che di bello e felice è depositato in noi.

Libertà, felicità, esistenza, vita, dono. Queste sono sicuramente le tematiche del libro, tutte racchiuse nella parola "Amore". Certo, può sembrare banale e scontato dirlo così, ma vi assicuro che l'amore di un uomo o di una donna, non è mai scontato, a maggior ragione in questo caso in cui non si parla di amore legato semplicemente ad un momento della propria esistenza o ad una sensazione fisica, ma si da spazio alla forma più alta e pura di amore: l'amore per sempre, l'amore eterno, quella forma di amore che rende liberi e felici.

Tanti sono i personaggi che l'uomo dalle scarpe bianche incontra. Personaggi che sono dei punti di arrivo, dei punti di partenza o semplicemente degli esseri da ammirare.

E' meravigliosa la delicatezza con cui l'autore tratta i temi come la memoria, l'amore, l'abbandono, la paura, la speranza, la complicità, la solitudine, la perdizione.

Go Deo. Per sempre, è un libro da tenere sempre con sé, per poterne usufruire, come promemoria, ogni qual volta sentiamo di esserci persi, ma anche da assaporare e gustare quando siamo felici. E' un insieme di frasi e discorsi che seminano felicità in chiunque li legga. Il finale, poi, è un tripudio di commozione e bellezza. Dona davvero la sensazione che siamo sempre in tempo per trovare la felicità.

Leggendo il libro è impossibile non emozionarsi. Le parole di Massimo Simonini riescono ad entrare nel cuore, a penetrare nei ricordi, a farli riaffiorare forti e delicati come


il bacio della buonanotte da ricevere ad occhi chiusi.



© Copyright Mariagabriella Chinè


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